“Cos’è una holding? Perché la holding? Cosa c’entra con il passaggio generazionale? Non è sufficiente la società attuale, che ho creato nel tempo? Quali vantaggi della holding? Mi spieghi e mi convinca, anche perché non voglio sostenere altri costi di gestione amministrativa.”
Tipiche domande di un imprenditore maturo che, volendo pianificare il passaggio generazionale, intende analizzare la situazione attuale del binomio azienda-famiglia e trovare le migliori misure a riguardo.
Proviamo a fornire qualche risposta di respiro ampio; poi, ogni situazione, vuole ovviamente il suo abito su misura.
Prima domanda: cos’è una holding?
La holding possiede e gestisce - tramite qualsiasi forma giuridica - partecipazioni, ovvero azioni e/o quote di società e, come accessorio, investimenti della liquidità (titoli di Stato, obbligazioni, ETF, azioni quotate, ecc..).
A seconda della tipologia di attività esercitata, la holding può essere:
· industriale (possiede prevalentemente partecipazioni in società industriali, commerciali o di servizi) oppure finanziaria (possiede prevalentemente partecipazioni in società finanziarie quali ad esempio, banche, DSGR, fondi, ecc.)
· statica (gestione passiva del patrimonio da cui incassa i proventi sotto forma di dividendi e/o interessi) o dinamica (partecipa intensamente alla vita delle società controllate o collegate, oltre ad incassare dividendi e/o interessi) o anche mista.
In genere, le partecipazioni possedute riguardano società controllate (dal 51% al 100% del capitale ordinario) oppure società collegate (dal 20% al 50% del capitale ordinario), ma non è escluso che si tratti anche di partecipazioni di minoranza (inferiore al 20%).
La holding può assumere il vestito giuridico di società di capitali (S.p.A. - società per azioni, S.r.l. – società a responsabilità limitata, S.a.p.az. – società in accomandita per azioni) oppure di società di persone (ad es. società semplice).
Seconda domanda: perché la holding?
Perchè la holding si interpone tra la famiglia e l’azienda, spezzando così, in modo positivo, il binomio azienda-famiglia nonché i relativi flussi finanziari ed economici e permette una migliore valorizzazione dell’intero patrimonio, compreso quello immobiliare e finanziario.
Spesso infatti il passaggio generazionale induce a differenziare gli interessi e gli ambiti di azione dei figli rispettandone le competenze e le qualità fornendo a ciascuno strumenti per lavorare e per incassare i flussi finanziari generati dalle diverse forme che il patrimonio della famiglia ha assunto nel tempo (affitti attivi dagli immobili, dividendi e compensi da amministratore dall’azienda, interessi attivi e plusvalenze dagli investimenti finanziari).
Esempio pratico
Si veda il seguente esempio con una società operativa posseduta dal padre con due figli di cui uno interessato a gestire l’azienda e l’altro no.

Come fare per evitare discriminazioni reddituali e patrimoniali tra i due figli e contemporaneamente salvaguardare la continuità dell’azienda?
Qui interviene la holding, come segue (non sono considerate le implicazioni fiscali):
1. Si crea una holding che possieda l’80% della società operativa
2. L’erede gestorio (socio X) riceve il 60% della società holding ed il 2% diretto della società operativa
3. L’altro erede (socio Y), non interessato alla gestione, riceve il 40% della società holding ed il 18% diretto della società operativa
4. Ciascun erede possiede, in via diretta ed indiretta, il 50% della società operativa con il 50% degli utili ed il 50% della proprietà.
5. Per mantenere il controllo della holding da parete della famiglia sarà necessario operare con patti parasociali, ecc.
Per le altre domande, alla prossima puntata.



